Dalla tradizione artigiana alle soluzioni innovative firmate Jolly S.r.l.
Nel cuore del Canavese, a Caluso, si trova una realtà che da oltre un secolo unisce tradizione artigiana e spirito innovativo: Jolly S.r.l., azienda specializzata nella produzione di scope professionali destinate al settore pubblico e privato. Fondata ufficialmente nel 2009, Jolly affonda le sue radici molto più indietro nel tempo, arrivando fino alla prima metà del Novecento. È Giovanni Chiantaretto, oggi alla guida della società, a raccontare una storia che profuma di passione e resilienza: “La mia è la quarta generazione di produttori di scope: tutto è iniziato con mio bisnonno a Foglizzo, dove si lavorava la saggina, chiamata in dialetto melia rossa. Tutto il paese viveva di questo: era una vera e propria economia locale legata alla natura”.
Dal passato al presente: la trasformazione di un mestiere
Con il tempo, l’azienda si è trasferita a Caluso, dove si trova ancora oggi la sede storica, e ha saputo adattarsi ai cambiamenti del mercato. Dal nonno, che fu il primo a importare scope di saggina dall’ex Jugoslavia, al padre che introdusse materiali plastici brevettando modelli innovativi, ogni generazione ha portato il proprio contributo. “Mio padre ha sostituito il materiale vegetale con il plastico – spiega Chiantaretto – brevettando scope che ancora oggi sono conosciute sul mercato. La nostra forza, però, non è mai stata la produzione di massa, ma la capacità di realizzare piccole quantità personalizzate, ascoltando le esigenze dei clienti.”
L’artigianalità come valore distintivo
La forza di Jolly non risiede nella produzione in serie, ma nella capacità di offrire soluzioni personalizzate. Ogni scopa è frutto di una lavorazione curata nei dettagli, che ne garantisce durata e resistenza superiori rispetto alla concorrenza. Non a caso, Chiantaretto sottolinea: “Un concorrente asiatico può produrre mille pezzi al giorno. Noi ne facciamo 150-200, ma con una qualità che si percepisce nell’uso quotidiano. È il lavoro manuale delle persone, soprattutto delle donne che con la loro sensibilità hanno un occhio unico per il controllo della fibra, a fare la differenza”.

Questa filosofia ha permesso all’azienda di conquistare mercati internazionali: se fino agli anni Duemila il 70% delle vendite era in Italia, oggi la proporzione si è invertita, con il 70% del fatturato realizzato all’estero. Germania e Nord Europa, in particolare, rappresentano bacini fondamentali, dove la qualità italiana viene ancora riconosciuta e valorizzata.
Chiantaretto racconta: “In Germania inizialmente non credevano che le nostre scope durassero sei mesi. Poi le provavano e mi richiamavano per confermare. È così che ci siamo guadagnati la fiducia”. Una fiducia che oggi rappresenta uno dei principali asset dell’azienda.
Una gamma di prodotti per ogni esigenza
Il catalogo Jolly non si limita a pochi modelli standardizzati, ma propone un ventaglio di soluzioni professionali progettate per rispondere a esigenze concrete e diversificate. Scope da esterno robuste, pensate per operatori ecologici e amministrazioni pubbliche; modelli compatti, ideali per centri storici o aree pedonali; versioni tecniche per condizioni particolari come sabbia, ghiaia o foglie secche; fino a prodotti personalizzati, realizzati su misura per chi richiede caratteristiche specifiche.
Accanto alle scope, Jolly offre anche attrezzature complementari – come palette, trespoli e carrelli da netturbino – che completano la gamma e consentono agli operatori di lavorare in maniera più ergonomica ed efficiente. Un ecosistema di strumenti che mette al centro la praticità e la riduzione della fatica, senza mai sacrificare la resistenza nel tempo.
I modelli di punta: Verdemec e Asso di Briscola
All’interno della gamma spiccano due vere icone, che hanno contribuito a definire l’identità dell’azienda:
- Verdemec
Compatta, leggera e maneggevole, è la scopa ideale per gli spazi ristretti e per l’utilizzo in abbinamento alle spazzatrici meccaniche. La sua resistenza all’usura e la solidità della struttura la rendono perfetta per aree urbane delicate, come i centri storici, dove la pulizia manuale resta insostituibile. - Asso di Briscola
Pensata per ampie superfici, garantisce una capacità di raccolta superiore grazie alla disposizione studiata delle fibre. È l’evoluzione moderna della scopa di bambù, ma con materiali riciclabili, durevoli e in grado di resistere nel tempo. Una soluzione che unisce tradizione e innovazione, diventando un riferimento per amministrazioni e aziende di servizi ambientali.
Innovazione su misura

Quando si parla di innovazione, Jolly preferisce un approccio pragmatico. Non grandi laboratori di ricerca, ma un continuo confronto con chi utilizza le scope sul campo. “Se un cliente mi dice che deve rimuovere sabbia, foglie e residui difficili insieme, io progetto una scopa che sappia farlo. È un lavoro sartoriale, cucito sulle esigenze reali”, spiega Chiantaretto. Questa flessibilità rende l’azienda un partner affidabile per chi cerca soluzioni efficaci e di lunga durata.
Un’innovazione che guarda anche alla sostenibilità: dall’abbandono progressivo della saggina, difficile da gestire e poco durevole, all’uso di plastiche riciclabili e più resistenti, capaci di garantire lunga vita al prodotto e minore impatto ambientale.
Tradizione che resiste, con uno sguardo al futuro
Nonostante le difficoltà di un settore di nicchia e la concorrenza dei prodotti a basso costo, la scopa rimane insostituibile in molte situazioni: nei centri storici, nelle aree pedonali, attorno a cassonetti e arredi urbani. Chiantaretto guarda al futuro con determinazione: “La scopa è come la penna: il mondo cambia, ma resta indispensabile. Anche dove arrivano le spazzatrici meccaniche, c’è sempre un punto in cui serve la mano dell’uomo e una buona scopa”.
La sfida dei prossimi anni sarà continuare a conciliare artigianalità, sostenibilità e personalizzazione, tre pilastri che distinguono l’azienda dalle produzioni di massa. Perché dietro ogni scopa Jolly non c’è solo un oggetto funzionale, ma un pezzo di storia italiana capace di rinnovarsi senza perdere le proprie radici.

