Innovazione tecnologica e inclusione sociale: la strada verso un futuro tessile sostenibile.
“Cosa accadrà a milioni di abiti scartati se non sapremo trasformarli in nuove risorse?” La domanda fotografa l’urgenza del settore tessile: il riuso non basta più e ciò che non trova una seconda vita diventa un rifiuto difficile da gestire. Senza nuove soluzioni, milioni di tonnellate di vestiti rischiano di trasformarsi in una vera emergenza ambientale. Dal 2025 la raccolta differenziata dei rifiuti tessili è obbligatoria in tutta l’UE. Ogni anno in Europa si generano 12,6 milioni di tonnellate di rifiuti tessili, di cui oltre 900.000 solo in Italia. La raccolta cresce, ma resta ancora lontana dal costruire vere filiere di riciclo: siamo pronti alla sfida?
L’impegno di Rete CAUTO
Rete CAUTO, rete di cooperative sociali bresciane, attiva da trent’anni nell’economia circolare, ha scelto di affrontare questa sfida. “Chi, se non le realtà che hanno nel loro dna il riuso e la sostenibilità, può guidare questa trasformazione?” osserva l’Ing. Alberto Pizzocchero, Innovazione e Progetti di Rete CAUTO.
Rete CAUTO ha una lunga tradizione nella gestione dei materiali: dai rifiuti urbani alla valorizzazione delle eccedenze, dalla creazione di filiere dedicate al tessile attraverso la raccolta abiti “Ri-vesti il mondo di valore” attiva fin dal 1999 nel territorio di Brescia e provincia alla gestione di due negozi second hand Spigolandia e SPIGO.
L’obiettivo di Rete CAUTO oggi è confermare il suo ruolo come importante protagonista della filiera del rifiuto tessile, non occupandosi più solo di riuso ma diventando pioniera e innovatrice nella preparazione per il riciclo dei rifiuti tessili: “stiamo testando un modello che possa offrire al settore tessile un modo alternativo e circolare di produrre filati. Tutto questo senza mai perdere di vista la nostra missione di inclusione lavorativa, perché per noi la sostenibilità è sempre integrata: sociale, economica e ambientale” continua Pizzocchero.
Una visione integrata: ambientale e sociale
In occasione del trentennale di Rete CAUTO che si sta celebrando nel corso del 2025, la rete ha fissato due priorità strettamente connesse: la gestione del rifiuto tessile come sfida ambientale e l’inclusione delle nuove fragilità sociali come sfida sociale. Per Rete CAUTO, infatti, non esiste sostenibilità ambientale senza sostenibilità sociale. Ogni tecnologia, ogni processo, è pensato per generare non solo efficienza ecologica ed economica, ma anche opportunità di lavoro per persone fragili.
La principale sfida di Rete CAUTO con le sue cooperative è consolidare il proprio ruolo nella filiera del recupero dei rifiuti tessili, trasformandosi da raccoglitore e selezionatore per i propri negozi a importante hub di selezione e preparazione al riciclo per il nord Italia.

La svolta tecnologica è arrivata con il progetto TEC-TES, sviluppato grazie al bando RI.CIRCO.LO di Regione Lombardia. Il progetto prevede la sperimentazione di due soluzioni tecnologiche all’avanguardia per il miglioramento della filiera del recupero tessile: TEX-EYE e THYSAR.
Entrambe le tecnologie, sviluppate da Cantiere del Sole in partnership con CAUTO (entrambe cooperative sociali appartenenti a Rete CAUTO), grazie all’intelligenza artificiale e ai sistemi di analisi avanzata mirano ad ottimizzare la raccolta, la selezione e la preparazione per il riciclo dei rifiuti tessili, aumentando le percentuali di riutilizzo e riducendo la quantità di materiale destinato allo smaltimento. Se i risultati della sperimentazione saranno positivi, l’adozione di queste soluzioni migliorerà radicalmente la capacità di trasformare i rifiuti tessili in nuove risorse, riducendo lo spreco e potenziando le filiere del riciclo.
TEX-EYE: l’occhio tecnologico che supporta la selezione
TEX-EYE è un sistema di riconoscimento ottico capace di affiancare gli operatori nella selezione dei capi tessili destinati al riuso o allo scarto. La scelta, oggi affidata quasi esclusivamente all’occhio umano, è soggettiva e genera margini di errore e contestazioni. TEX-EYE introduce criteri oggettivi: individua macchie, strappi e difetti con un livello di accuratezza crescente man mano che l’algoritmo viene addestrato. Questo non solo migliora la qualità della selezione, ma rende trasparente e certificabile il processo, garantendo maggiore fiducia ai partner commerciali e agli enti coinvolti.
THYSAR: la chiave per il riciclo delle fibre
THYSAR affronta invece il passaggio più complesso: trasformare i rifiuti tessili in materia per il riciclo industriale. La tecnologia consente di separare in modo automatico e oggettivo i prodotti tessili in base alla loro composizione di fibre, creando lotti omogenei per tipologia e colore.

Questo risultato, impossibile da ottenere manualmente, è indispensabile per alimentare le filiere del riciclo tessile in diversi settori: dall’abbigliamento all’automotive, fino all’edilizia. “Quale valore avrebbe, per i riciclatori, ricevere 50 tonnellate di cotone 100%, blu, già selezionato e pronto al riciclo?” chiede Pizzocchero. È esattamente questo il traguardo che la tecnologia promette di raggiungere.
Dalla selezione al riciclo: quando TEX-EYE incontra THYSAR
Il vero salto di qualità non sta solo nelle singole tecnologie, ma nella loro combinazione. TEX-EYE e THYSAR, infatti, sono pensati per lavorare in continuità: il primo interviene nella fase iniziale, supportando la selezione dei capi con un occhio tecnologico che riduce gli errori e certifica la qualità del riuso; il secondo entra in gioco sullo scarto, separando i prodotti tessili per tipologia di fibra e creando lotti omogenei pronti per essere reimmessi nei processi industriali.
Insieme, i due sistemi costruiscono una catena completa: dal momento in cui il capo viene scartato o accettato, fino alla sua trasformazione in materia per il riciclo industriale. Questo significa che il riciclatore non riceve più un flusso indistinto e disomogeneo, ma materiale pronto e separato.
Immaginate di poter contare su 50 tonnellate di lana rossa già selezionata, o su stock di fibre omogenee per colore e composizione: una base affidabile per alimentare linee produttive e sviluppare nuovi mercati.
Un ponte tra innovazione, opportunità e dialogo a Ecomondo
Il futuro del tessile non sarà solo moda: potrà diventare innovazione sociale e ambientale.

E l’occasione per mettere tutto in dialogo con il mercato, gli stakeholder, le istituzioni e i player del tessile sarà Ecomondo 2025. Alberto Pizzocchero introdurrà i lavori dell’incontro: “Tessile Circolare: frontiere tecnologiche per il riciclo, recupero e la valorizzazione dei rifiuti tessili non riutilizzabili”, che si terrà il 4 novembre alle 15:30 nella Textile District a cura di Ecomondo e Next Technology Tecnotessile.
E l’occasione per mettere tutto in dialogo con il mercato, gli stakeholder, le istituzioni e i player del tessile sarà Ecomondo 2025. Alberto Pizzocchero introdurrà i lavori dell’incontro: “Tessile Circolare: frontiere tecnologiche per il riciclo, recupero e la valorizzazione dei rifiuti tessili non riutilizzabili”, che si terrà il 4 novembre alle 15:30 nella Textile District a cura di Ecomondo e Next Technology Tecnotessile.
Sarà un momento aperto, dialogico, nel quale presentare casi, proiezioni e scenari, e confrontarsi con chi già opera nelle filiere di riciclo. Per il riciclatore che cerca di innovare, è un invito a guardare avanti, incontrare potenziali partner e scoprire come una selezione intelligente e una separazione automatica possano cambiare il paradigma del business tessile circolare.
“Se non ora, quando? Se non insieme, chi potrà affrontare davvero la sfida del tessile? Non solo una tecnologia, ma un modello di futuro: un’economia capace di trasformare rifiuti in risorse e sfide sociali in opportunità condivise” conclude Pizzocchero.

