Dagli obblighi normativi alla gestione attiva: l’evoluzione dei grandi parchi fotovoltaici.
Ingegneria del Sole è una società di ingegneria energetica fondata e guidata da Giuseppe Forte, attiva dal 1999 nel settore delle fonti rinnovabili con una particolare specializzazione nel solare fotovoltaico. Forte, nato a Napoli e formatosi al Politecnico di Napoli della Federico II, ha consolidato la propria esperienza attraverso master, convegni internazionali e la partecipazione ai primi grandi impianti fotovoltaici in Germania nei primi anni Duemila, dando all’azienda una forte impronta tecnica e una visione fortemente orientata all’innovazione e all’affidabilità degli impianti nel lungo periodo.
L’evoluzione del fotovoltaico: da fonte passiva a risorsa attiva
Il core business di Ingegneria del Sole è focalizzato sugli impianti su larga scala, con particolare attenzione ai parchi fotovoltaici e agli impianti industriali e di grande taglia connessi in media tensione, dove la complessità tecnica, regolatoria e gestionale richiede competenze specialistiche lungo l’intera catena del valore. L’azienda opera come interlocutore tecnico per imprese e investitori lungo l’intero ciclo di vita degli asset, con un focus sugli impianti fotovoltaici connessi in MT e sulle esigenze di gestione tecnico–amministrativa verso Terna, distributori, GSE, ARERA, Agenzia delle Dogane e trader energetici.
Diagnosi avanzata e Power Quality: ottimizzare la resa energetica

L’attività spazia dalla progettazione e ottimizzazione di nuovi sistemi di generazione alla diagnosi avanzata sugli impianti esistenti (termografie, elettroluminescenza in campo, analisi di power quality, verifica dei rendimenti di conversione, calcolo di parametri prestazionali evoluti), fino alla gestione degli iter di connessione e alla tenuta in conformità regolatoria degli impianti in esercizio.
Due Diligence tecnica e revamping per impianti industriali
Per gli impianti esistenti, Ingegneria del Sole affianca proprietari, fondi e istituti di credito sia nelle attività periodiche di verifica dello status tecnico–prestazionale (campagne di misura in campo, analisi storica dei dati di produzione, verifiche sulle protezioni di interfaccia, controlli documentali rispetto alle norme CEI 0-16 e al Decreto Controlli) sia nello svolgimento di approfondite due diligence tecniche finalizzate a compravendite, rifinanziamenti e operazioni di revamping. Queste attività consentono di fotografare con precisione il rating tecnico dell’asset, individuare criticità latenti o rischi regolatori, stimare gli investimenti necessari per l’adeguamento e fornire una base solida per la valutazione economica del progetto da parte di investitori e istituti finanziatori.
Asset Management e compliance: le delibere ARERA 385 e 421
In questa prospettiva, Ingegneria del Sole è oggi molto impegnata nel radicale cambiamento della gestione degli impianti fotovoltaici richiesto dal nuovo quadro regolatorio, accompagnando i produttori nell’adeguamento alle prescrizioni delle delibere ARERA 385/2025 e 421/2014 in materia di controllori centrali di impianto, telecontrollo, partecipazione alla procedura RiGeDi e teledistacco, affinché gli impianti non siano solo conformi ma anche pronti a valorizzare appieno la propria flessibilità nel sistema elettrico in evoluzione; per scoprire nel dettaglio tutti i servizi offerti, i clienti sono invitati a visitare il sito di Ingegneria del Sole e a esplorare le sezioni dedicate alle diverse aree di intervento.
La sfida della programmabilità: l’intervista a Giuseppe Forte

Ci rivolgiamo al CEO di Ingegneria del Sole, Giuseppe Forte, che già quattro anni fa aveva evidenziato come la vera sfida non fosse solo installare più rinnovabili, ma renderle programmabili e integrabili nel sistema elettrico come qualsiasi altra fonte.
Quattro anni fa lei aveva previsto la necessità di rendere programmabili le fonti rinnovabili. Oggi la Delibera ARERA 385 rende molti impianti “limitabili” da remoto. Si può dire che quanto da lei anticipato si sta realizzando?
Sì, oggi vediamo formalizzato a norma ciò che allora era solo una direzione chiara per chi lavorava sul campo. La 385 introduce l’obbligo di dotare molti impianti di un sistema di controllo centrale in grado di ricevere comandi dal gestore di rete e di limitare la potenza immessa. È il passaggio culturale decisivo: le rinnovabili smettono di essere considerate fonti passive e diventano risorse attive, chiamate a contribuire alla stabilità della rete.
Cosa significa, in concreto, che gli impianti diventano “limitabili”?
Significa che, in presenza di criticità di rete, congestioni locali o picchi di produzione, il distributore può inviare un comando che riduce la potenza dell’impianto invece di ricorrere a distacchi bruschi o generalizzati. Questo consente una gestione più fine e selettiva, tutela la sicurezza del sistema e, allo stesso tempo, valorizza gli impianti che sono tecnicamente pronti a dialogare con la rete. È un cambio di paradigma: non si chiede più solo di produrre energia pulita, ma di farlo in modo intelligente e coordinato.
Che impatto ha questa evoluzione sul lavoro di chi progetta e gestisce impianti fotovoltaici ed eolici?
Cambia tutto: non basta più fare un buon progetto elettrico, serve una forte componente digitale e di integrazione con le logiche del gestore di rete. La figura del semplice “produttore” lascia il posto a quella dell’operatore di una risorsa flessibile, che deve rispettare requisiti tecnici stringenti, tempistiche di adeguamento e nuove responsabilità operative. È esattamente il percorso che avevamo indicato: la transizione energetica non è solo installare più kW, ma costruire una rete di impianti rinnovabili governabili, affidabili e pienamente inseriti nell’architettura del sistema elettrico.

