Nuove regole e opportunità per una filiera più sostenibile
Dal know-how nel RAEE al tessile: il Consorzio guidato da Fabio Fasolino si propone come riferimento nazionale per supportare le imprese nella gestione sostenibile dei rifiuti tessili, in vista del nuovo decreto EPR.
ECOEM Tessile è il nuovo protagonista dell’innovazione sostenibile in Italia. Nato come emanazione del Consorzio ECOEM, uno dei principali Sistemi Collettivi Nazionali certificati per la gestione di RAEE, Batterie e Fotovoltaico, si propone oggi come interlocutore di riferimento per il settore tessile, abbigliamento e casa, in vista dell’imminente entrata in vigore della normativa sulla Responsabilità Estesa del Produttore (EPR).
Lo scenario è chiaro: entro fine anno è attesa l’emanazione del decreto attuativo che disciplinerà la gestione dei RITEM (Rifiuti Tessili e Moda). Le imprese avranno un arco temporale di circa 12-18 mesi per adeguarsi. Un cambiamento profondo che tocca l’intero comparto produttivo e distributivo.
Ne abbiamo parlato con Fabio Fasolino, Presidente del Consorzio ECOEM Tessile, che a Ecomondo 2025 porterà una visione concreta, costruita su anni di esperienza e già applicata con successo ad altri settori regolamentati.
Dal RAEE al Tessile: l’evoluzione naturale di un modello vincente
Il Consorzio ECOEM nasce nel 2008 per accompagnare le imprese nel rispetto degli obblighi normativi in materia di RAEE e Batterie. Con una filiera consolidata, tracciabile e certificata, il Consorzio è diventato in pochi anni un punto di riferimento per il settore.

L’evoluzione verso il tessile non è un salto nel vuoto, ma una transizione logica: «Abbiamo rifondato un nuovo consorzio, partecipato dallo stesso gruppo, proprio per anticipare i cambiamenti imminenti nel settore del tessile», spiega Fasolino. «Il nostro obiettivo è offrire alle imprese un sistema già rodato e funzionale, evitando loro il peso di dover creare da zero un sistema individuale di gestione, costoso e complesso».
Fabio Fasolino
I vantaggi del sistema collettivo
La normativa prevede, teoricamente, la possibilità per le aziende di costruirsi un sistema individuale. Ma nella pratica, come evidenzia Fasolino, «nessuno lo fa, nemmeno nei settori più strutturati come quello dell’elettronica. I sistemi collettivi sono più efficienti, economici, controllabili, e soprattutto già accreditati presso il Ministero e il Centro di Coordinamento».
Entrare in ECOEM Tessile significa non solo adempiere agli obblighi normativi, ma anche beneficiare di un pacchetto completo di servizi: iscrizione al Registro Nazionale, tenuta dei registri, dichiarazioni annuali, tracciabilità, certificazioni. «Diamo garanzie e strumenti anche ai più piccoli produttori, che altrimenti si troverebbero schiacciati da una burocrazia insostenibile», sottolinea il Presidente.
Normare per creare valore
L’intento del legislatore, come rimarca Fasolino, non è quello di introdurre nuove tasse o complicazioni per le imprese, ma quello di dare ordine a un settore oggi lasciato all’informalità: «Il tessile è avanti rispetto ad altri comparti per quanto riguarda il riutilizzo, ma non è normato. Oggi nessuno sa davvero quanti capi vengono riutilizzati, quanti trattati, quanti diventano rifiuto. Eppure, ogni giorno si vedono indumenti usati che passano dalla raccolta comunale ai mercatini senza passare per alcun controllo».
Il nuovo decreto andrà a colmare questo vuoto, distinguendo con chiarezza tra pre-consumo e post-consumo, tracciando il percorso del capo e regolando finalmente l’accesso al riutilizzo. In questo contesto, il marchio EWT (eco waste textile) del fine vita, già registrato da ECOEM Tessile, potrà diventare uno strumento distintivo: una certificazione trasparente e credibile del processo di fine vita del capo.
Un’opportunità per l’intera filiera
Il cambio di paradigma rappresenta un’enorme opportunità, non solo ambientale ma anche industriale e sociale. «Questa nuova filiera», afferma Fasolino, «genererà occupazione, micro-logistica territoriale, nuovi impianti specializzati. È una possibilità concreta per far restare le persone sul territorio, innescando valore condiviso e sostenibilità a lungo termine».
Dal punto di vista tecnologico, il mondo del tessile è già avanzato: esistono macchine capaci di smontare automaticamente un capo, togliendo cerniere, bottoni, etichette, e separandone le fibre per destinarle a filiere di riuso, riciclo o upcycling. Ma serve una regolamentazione che stabilisca chiaramente quali capi possano essere rimessi sul mercato e con quali requisiti.
Un invito a fare rete
Ad oggi, il Consorzio ECOEM Tessile ha già superato i 50 soci nel comparto moda e casa, con l’obiettivo di ampliarsi rapidamente. «Il nostro messaggio a Ecomondo», conclude Fasolino, «è chiaro: invitiamo le aziende, gli operatori, le associazioni a unirsi. Ritengo che il governo abbia già predisposto un decreto non stringente, ispirandosi a sistemi già esistenti e consolidati, tra cui quello italiano, che rappresenta una best practice a livello europeo. Le imprese avranno bisogno di tempo per adeguarsi, ma anche di un partner competente e affidabile».

ECOEM Tessile si propone come unico interlocutore in grado di offrire soluzioni complete e personalizzabili, rivolgendosi a un ampio spettro di attori della filiera: produttori, importatori, distributori di abbigliamento, calzature, biancheria per la casa, materassi, cuscini, accessori, semilavorati e molto altro. Tutti uniti dalla necessità – e dall’opportunità – di affrontare il cambiamento in modo strutturato.
Una visione europea, uno sguardo al futuro
In parallelo, il gruppo ECOEM partecipa a un tavolo internazionale per l’omogeneizzazione delle normative EPR a livello europeo, con l’obiettivo di creare regole comuni, semplificare le procedure e facilitare il lavoro delle aziende che operano in più paesi.
Nel frattempo, il Consorzio continua a rafforzare le proprie divisioni operative, tra cui ECOEM Servizi, che offre consulenze specializzate per la gestione sostenibile di rifiuti, acqua ed energia, e accompagna anche le aziende estere – in particolare asiatiche – nel percorso di conformità alla normativa italiana.
Il tessile sta per entrare in una nuova era di trasparenza, tracciabilità e responsabilità ambientale. In questo scenario, ECOEM Tessile rappresenta un’infrastruttura già pronta, esperta e affidabile, capace di supportare le imprese nel cambiamento e di generare, allo stesso tempo, valore ambientale, economico e sociale. Un partner strategico per chi vuole trasformare l’obbligo normativo in un’occasione di crescita e innovazione.

