15 Apr, 2026
UE: nuove norme “Made in Europe” per le tecnologie verdi
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L’ UE punta su regolamentazione sull’utilizzo di batterie, componenti e veicoli green per ridurre dipendenza Cina

L’Unione Europea punta a rafforzare l’industria locale e a ridurre la dipendenza dalla Cina. Sono in fase di pianificazione nuove norme per gli appalti pubblici di tecnologie verdi chiave – tra cui batterie, componenti per l’energia solare ed eolica e veicoli elettrici.

L’iniziativa riguarda direttamente i settori greentech e climate tech, che stanno diventando sempre più importanti per la protezione del clima e la competitività economica dell’Europa. L’UE deve far fronte agli elevati costi energetici, alle importazioni a basso costo dalla Cina e ai dazi commerciali degli Stati Uniti, che mettono sotto pressione l’industria europea.

Con le nuove norme, la Commissione Europea mira a garantire che le aziende europee rimangano competitive. L’obiettivo è trasformare il cambiamento climatico in un’opportunità di prosperità industriale, piuttosto che permettere che porti alla deindustrializzazione.

Nuovi requisiti per batterie e componenti

Secondo la bozza della proposta, le batterie acquistate per gli appalti pubblici devono essere assemblate all’interno dell’UE entro un anno dall’entrata in vigore delle norme. Anche i componenti chiave, come il sistema di gestione della batteria (BMS), devono provenire dall’Europa.

Dopo due anni, anche i componenti principali – comprese le celle delle batterie – dovranno essere prodotti in Europa. Si tratta di un passo importante per il settore greentech, poiché le batterie svolgono un ruolo centrale nei sistemi di energia rinnovabile e nella mobilità elettrica.

Ridurre la dipendenza dalla Cina

Attualmente la Cina domina la produzione di moduli solari e batterie, e anche la concorrenza nel settore dell’energia eolica è in aumento. Con le nuove norme, l’UE mira a ridurre la dipendenza strategica e a promuovere la produzione locale.

L’UE osserva che la sua quota di produzione industriale globale è scesa dal 20,8% nel 2000 al 14,3% nel 2020 – un “segnale di allarme strategico” per il futuro industriale dell’Europa.

Ulteriori regolamenti previsti

Le norme coprono anche altre aree della tecnologia verde. I cavi di alimentazione e le infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici dovranno essere prodotti in Europa.

Gli appalti pubblici per i beni industriali a basse emissioni di carbonio dovranno includere quote minime di componenti europei. Gli investimenti esteri superiori a 100 milioni di euro in settori strategici saranno autorizzati solo a condizioni che garantiscano la produzione e i posti di lavoro in Europa.

Opinioni divergenti all’interno dell’UE

I piani dell’UE sono politicamente controversi. La Francia sostiene con forza l’iniziativa, mentre paesi come la Svezia e la Repubblica Ceca avvertono che norme rigorose di “buy local” potrebbero far lievitare i prezzi.

Le proposte devono ancora essere negoziate tra la Commissione Europea, gli Stati membri dell’UE e il Parlamento Europeo.

Questo contenuto è pubblicato in collaborazione con Transform IT Europe. L’articolo originale è firmato da Jan Nintemann e Jochen Siegle.

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